L.I.D.U.


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DEMOCRAZIA E RAZZISMO

Democrazia e razzismo: incompatibilità non sempre attuata La democrazia è correntemente riconosciuta come un modo essenziale di organizzazione delle società contemporanee e come uno dei valori fondamentali dei tempi moderni. Essa pone a principio il riconoscimento dell'uguaglianza della dignità e del valore di tutti gli esseri umani. La Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo del 1993 ha collegato la democrazia ad altri valori essenziali e ha dichiarato che “la democrazia, lo sviluppo e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali sono interdipendenti e si rafforzano vicendevolmente. La democrazia è fondata sulla volontà, liberamente espressa, del popolo che stabilisce il sistema politico, economico, sociale e culturale che sarà il suo e sulla sua piena partecipazione a tutti gli aspetti della vita della società”. Enunciazione che dimostra come la democrazia viene vista in modo concreto e non solo come un enunciato teorico. D'altra parte la democrazia è la sola forma di regime politico rispettoso di tutti i diritti fondamentali, ed è essenziale per la prevenzione e l'effettiva eliminazione del razzismo e dell'intolleranza. Se, d'altra parte, non esiste un modello unico di democrazia a carattere universale, tuttavia la partecipazione popolare, l'equità, la giustizia sociale e la non-discriminazione sono fondamenti essenziali. Ma il consolidamento della democrazia esige la promozione e la protezione di tutti i diritti civili, culturali, economici, politici e sociali, in particolare il diritto allo sviluppo, una crescita economica sostenuta e uno sviluppo duraturo dei paesi e delle collettività. Il consolidamento della democrazia si attua attraverso la promozione del pluralismo, la partecipazione più ampia possibile degli individui alla presa di decisioni e la creazione di organi legislativi e di funzione pubblica efficaci e responsabili, e di sistemi elettorali che garantiscano elezioni periodiche, libere e regolari. La democrazia deve inoltre favorire il benessere delle popolazioni, respingendo ogni forma di discriminazione e di esclusione, rafforzare una buona gestione degli affari pubblici, la coesione e la solidarietà sociale. La democrazia poggia sull'inclusione, la partecipazione e la scelta allorché il razzismo e la xenofobia al contrario non sono che restrizione, esclusione e discriminazione. La democrazia poggia sulla responsabilità e l'obbligo di rendere conto da parte di tutti quelli che partecipano mentre il razzismo e la xenofobia sono caratterizzati dall'arbitrio e dal disprezzo dell'altro. Tutte le manifestazioni del razzismo e della xenofobia sono incompatibili con la democrazia perché esse negano l'uguaglianza delle genti in dignità, l'uguaglianza di partecipazione alla vita della comunità e l'eguaglianza di protezione dei diritti fondamentali. Esse alienano gli individui e i gruppi e, per la loro stessa natura,, minacciano i valori democratici e il tessuto democratico della società, destabilizzando le relazioni tra gli individui e tra i gruppi. In quanto valore fondamentale delle società contemporanee, la democrazia deve essere protetta contro il razzismo e la xenofobia che minacciano la sua stessa essenza; nello stesso tempo essa è uno dei maggiori strumenti di lotta contro questi flagelli. Per mantenere le sue promesse, la democrazia deve essere integratrice. I suoi meccanismi e le sue procedure devono far partecipare senza esclusione le donne, le minoranze, i popoli autoctoni, i lavoratori migranti e gli altri gruppi i cui diritti e i cui interessi devono essere favoriti e protetti. Vi sono due grandi modelli di democrazia: la democrazia maggioritaria e la democrazia integratrice: la seconda permette maggiore promozione e protezione dei diritti dell'uomo rispetto alla democrazia limitata al governo della maggioranza. Questo dipende principalmente dal fatto che in una società pluralista numerose minoranze si trovano in permanenza escluse perché non hanno peso sufficiente per influire sul futuro dei partiti politici della maggioranza. Sorgono così tensioni, spesso conflitti aperti, che finiscono per caratterizzare società che conoscono pertanto elezioni organizzate e altre procedure democratiche. E' questa una nuova manifestazione del dilemma classico: “governo della maggioranza contro i diritti della minoranza”; per uscirne bisogna integrare il processo democratico con la decisione del rispettodei diritti appartenenti alle minoranze e di politiche che garantiscano una organizzazione della società che sia integratrice. Le democrazie integratrici, fondate sul rispetto e sulla tolleranza reciproca, permettono alle società di resistere al razzismo e alla xenofobia. Esse sono essenziali perché questi flagelli sono spesso la conseguenza della discriminazione, dell'esclusione e dell'emarginazione. Le democrazie integratrici si basano sul principio della partecipazione e della suddivisione del potere, sul riconoscimento e il rispetto della diversità, sull'associazione delle minoranze ai processi e alle istituzioni democratiche e sulla supremazia del diritto. Esse creano lo spazio e le procedure necessarie per assicurare la protezione di ogni settore della società. Infine, esse integrano i diritti fondamentali nell'elaborazione di tutte le politiche sociali ed economiche che contribuiscono così a combattere le ineguaglianze distruttrici di ogni ordine. Purtroppo troppo spesso le nazioni democratiche dimenticano e disattendono l'importante enunciato della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: “Ciascuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà senza distinzione alcuna, in particolare di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di qualsiasi altra opinione, di origine nazionale o sociale, di fortuna, di nascita o di ogni altra situazione”. Oggi viviamo una situazione in cui proprio quelle che si dichiarano le grandi democrazie sono quelle che calpestano maggiormente questo enunciato. art.della prof.essa Gaetana Pace comitato com.di catania lidu-fidh


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