Diritti Umani La LIDU si prepara ad affrontare le sfide del nuovo millennio:
I diritti umani sempre più al centro delle grandi questioni internazionali On. Alfredo Arpaia, Pres. LIDU La ripresa della pubblicazione della rivista "Le nuove libertà", testata storica della Lega Italiana dei diritti dell'Uomo, tenacemente voluta e diretta da P. Bandiera, rappresenta non solo un passo avanti nella ricostruzione e nel rilancio della nostra Associazione ma anche e soprattutto l'inizio di un lavoro politico-programmatico teso a riportare la Lega al centro del dibattito sui problemi della difesa e tutela dei diritti umani che, oggi più che mai, possono definirsi come "i problemi dell'epoca". Il terrorismo e la lotta contro questo fenomeno atipico, brutale e violento che non rispetta alcun trattato di diritto internazionale, sta determinando nel mondo una riduzione degli spazi di libertà con inseguente lesione dei diritti dell'uomo. Il progresso tecnologico, la caduta delle barriere tra gli Stati, l'enorme sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, non accompagnato da un'equilibrata diffusione e distribuzione delle ricchezze e delle risorse, facilita quelle epocali migrazioni incontrollate di massa, con sofferenza della dignità della persona umana ed il risveglio di manifestazioni xenofobe e razziste. La crisi inoltre delle strutture internazionali preposte a favorire la pace e l'equilibrio tra i popoli, il superamento dei nazionalismi e l'emancipazione dell'Uomo, rende più difficile il cammino verso la conquista e l'apertura ai diritti umani. Il mondo soffre l'arbitrio, le guerre, la fame, la paura, l'incertezza, l'incomprensione, l'incultura, la mancanza di una guida sicura che sappia ridare all'umanità più serenità, più giustizia, più fraternità. Questo è il quadro generale nel quale si trova ad operare la Lega e tutte le ONG che per fine si propongono la difesa della libertà e dei diritti umani. Nell'ultimo Congresso del 26-06-04, la Lega ha interrogato se stessa sulle linee da seguire per poter maggiormente incidere in questo difficile momento storico ed ha stabilito di continuare nel solco tracciato dalla parte migliore della sua tradizione ed esperienza ed ha indicato in cinque punti l'azione da sviluppare nel prossimo futuro: 1) Stabilire un tavolo permanente di consultazione con tutte le Associazioni che operano in difesa dei diritti umani. 2) Condannare qualsiasi azione che mini i valori fondanti e la difesa di diritti umani da qualsiasi parte provenga. 3) Ribadire la centralità dell'Uomo rispetto al quale tutte le altre scelte sono subordinate. 4) Riportare l'azione verso la solidarietà umana, a favore dei poveri, degli oppressi, dei deboli, degli indifesi e di tutti quelli che operano per la libertà e la giustizia. 5) Sostenere con progetti e quant'altro necessario alla realizzazione di opere concrete a favore di specifiche comunità indigenti. Nella scia delle indicazioni tracciate nel passato dai suoi uomini migliori ha deciso inoltre di riprendere, sostenere e alimentare il "dialogo interculturale", così tenacemente voluto da P. Ungari, attraverso incontri, dibattiti, seminari con le rappresentanze diplomatiche, culturali, religiose e sociali presenti nel nostro Paese. L'universalità dei diritti umani non può che ridurre le distanze e favorire il dialogo tra i popoli, tenendo ben presente che tanto deve avvenire non eliminando le differenze delle culture, ma facendo passare i diritti umani dentro e attraverso le culture stesse. Questo metodo è stato e sarà, se perseguito, certamente quello vincente per la costruzione del popolo d'Europa, secondo la definizione di Mazzini, e per il superamento della profonda crisi che è in atto nei rapporti e gli equilibri tra i popoli nel mondo. Certo, la storia ed i fatti relativi all'affermazione dei diritti umani nel mondo non favoriscono prospettive e aspettative ottimistiche, tenendo conto che questi diritti sempre solennemente attestati vengono in gran parte disattesi, derisi, oltraggiati in nome di una falsa giustizia sociale, politica, economica. Ma queste considerazioni non possono demotivare l'attività delle ONG, anzi, la devono rafforzare in virtù del fatto che la loro azione ha sottratto tante vite umane ai maltrattamenti, alla tortura, alla persecuzione e alle ingiustizie. In campo nazionale è necessario vigilare perché il rapporto Stato/Individuo sia approntato al rispetto della dignità della persona e la centralità dell'Uomo sia sempre tenuta presente nella promulgazione delle leggi. Il diritto di asilo per i rifugiati politici ed il rispetto dei diritti dell'Uomo per gli immigrati vanno sempre sostenuti. Ma oggi bisogna difendersi da nuove e più sofisticate iniziative che attentano alla libertà dell'Uomo. Accanto all'attestazione dei diritti inalienabili universalmente riconosciuti, è necessario effettuare anche una rivisitazione di quelli che si ritiene debbano essere rivisti alla luce dei nuovi processi di evoluzione della società e della realtà storica attuale. Lo sviluppo tecnologico non trova raffronto con una pari protezione dei bisogni umani. L'informazione utilizza la manipolazione occulta della coscienze. Le biotecnologie di frontiera usano i risultati della ricerca solo a fini speculativi. Le banche dati sono mezzi per penetrare nei segreti delle persone per trarne profitto. Questi e tanti altri attentati alla libertà e ai diritti umani vanno contrastati. La Lega Italiana dei diritti dell'Uomo, forte delle sue tradizione e della secolare attività nel campo dei diritti umani, col sostegno dei suoi iscritti e di tutti coloro che si riconoscono nei fini che persegue, svolgerà il suo ruolo attivo in difesa della libertà e della dignità dell'Uomo.